Territorio d'intervento

Ai sensi della L.R. 16/93 l'area definita come “Veneto Orientale” comprende 20 Comuni, 11 del portogruarese e 9 del sandonatese. In particolare fanno parte del Veneto Orientale i Comuni di: Annone Veneto, Caorle, Ceggia, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Eraclea, Fossalta di Piave, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Jesolo, Meolo, Musile di Piave, Noventa di Piave, Portogruaro, Pramaggiore, San Donà di Piave, Santo Stino di Livenza, San Michele al Tagliamento, Teglio Veneto, Torre di Mosto.

Si tratta di un’area di complessivi 1.062,19 Kmq (il 43,2% del territorio provinciale) a confine con la Regione Friuli Venezia Giulia (ad est), il mare Adriatico (a sud) e la Provincia di Treviso (a nord). Nell’area risiedono 197.014 abitanti (106.250 nel sandonatese e 90.764 nel portogruarese): i comuni più popolosi sono: San Donà di Piave (35.417 abitanti), Portogruaro (24.571) e Jesolo (22.698).

Dal punto di vista turistico il Veneto Orientale nel 2001 ha fatto registrare 2.300.000 arrivi e 15.500.000 presenze: di questi il 97% degli arrivi (e il 99% delle presenze) interessano destinazioni balneari.

Le presenze rappresentano il 51% del dato provinciale.

Il contesto turistico è frequentato in misura piuttosto consistente da turisti stranieri (64% degli arrivi e 60% delle presenze).

La durata media di un soggiorno è di una settimana per i comuni balneari (poco più di due giorni nell’entroterra).

Complessivamente sono operativi 700 esercizi alberghieri (in cui prevale Jesolo con 388 alberghi, Caorle con 173, Bibione 102, Eraclea 37), con una media di 76 letti (90 a Bibione, 81 a Jesolo., 65 a Caorle e 44 ad Eraclea).

Un’area a forte vocazione agricola (sono presenti 11.049 aziende agricole e 34 dei 74 agriturismo della Provincia di Venezia) in cui prevalgono nettamente le coltivazione a seminativi (60.144 su 68.347 della SAU) e, in particolare nell’area settentrionale, la produzione di vino.

L’allevamento è praticato da 5.893 aziende e concerne avicoli (77,9% dei capi allevati in Provincia), conigli (70%), bovini (45,3%) e suini (34,9%).

Prevale la conduzione diretta del coltivatore (69,6%) però in misura inferiore al dato provinciale (81%): ciò indica una maggior ricorso alla conduzione con salariati, indice di gestione con più efficienti criteri imprenditoriali.

Le attività industriali sono in aumento e passano dalle 4.783 unità locali (e 21.977 addetti) del 1991 alle 5.334 (e 25.829 addetti) del 2001, con una certa preferenza per la sub-area del sandonatese. Il dato del notevole aumento degli addetti (+ 17,5%) è in netta controtendenza rispetto al dato provinciale (- 2.208 addetti).

In termini di addetti prevale il settore delle costruzioni (9.595 addetti), della produzione di metallo e fabbricazione di prodotti in metallo (3.625 addetti concentrati a S.Donà di Piave, Noventa di Piave, Musile di Piave e Gruaro), industria del mobile e recupero-riciclaggio di cascami e rottami (2.325 addetti a S.Donà di Piave e Pramaggiore), industria tessile e dell’abbigliamento (1.661 addetti a Fossalta di Portogruaro e Meolo), macchine e apparecchiature elettriche (1.626 addetti a San Donà di Piave)

Ultimo aggiornamento: 27 dicembre 2007