Governance e sviluppo locale

Il coordinamento istituzionale nella Venezia Orientale

governance

Il dibattito in corso e sempre più attuale sul contenimento della spesa pubblica e la parallela esigenza di mantenere standard elevati dei servizi sul territorio a fronte di un contesto socioeconomico sempre più dinamico, internazionale, complesso ed integrato, porta alla necessità di pensare a nuovi modelli per pianificare e attuare politiche di sviluppo locale.

Si punta sempre più unanimemente a sperimentare nuove formule aggregative istituzionali e sempre più ci si indirizza a riconoscere nella variabile “territorio” il plus, la distintività e il valore aggiunto di una politica di sviluppo.

Dopo aver sperimentato diversi modelli, tra cui la stessa costruzione dell’impianto europeo - oggetto di numerosi Trattati, ampi ripensamenti politici e di riassetti istituzionali, geografici e nelle visioni strategiche, pur convergenti sulla necessità di costruire un Europa che la Strategia Europa 2020 sintetizza in “intelligente, sostenibile ed inclusiva” - a livello comunitario si è via via imposto un approccio definito “bottom up”, ossia un modello in cui sono gli operatori locali a dover definire le proprie strategie e traiettorie di sviluppo, preferibilmente in partnership pubblico-private.

La Venezia Orientale si è dimostrata, fin dall’avvio delle politiche di sviluppo regionale dei primi anni, molto attiva nella capacità di sperimentare diverse soluzioni di governance.

In questo senso la prima sperimentazione attivata nell’area è stata la Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale: un unicum organizzativo originato da una Legge regionale (la LR 16/93 del Veneto) nata sulla spinta a raccordare le prestazioni e le aspettative di un’area di  “confine”, con quelle della confinante Regione a statuto autonomo e motivata da un trend di sviluppo che negli anni ’80 dello sviluppo economico del Nordest non era stato del tutto recepito nel territorio (circostanza richiamata anche dall’inserimento nelle aree obiettivo 5b e 2 nei periodi di programmazione comunitaria 1991/93, 1994/99 e, pur in phasing out, 2000/06). La Conferenza dei Sindaci ha potuto quindi sperimentare, fin dai primi anni ’90, una nuova formula organizzativa snella, appoggiata su progettualità di volta in volta affidate ad attori locali (VeGAL, Consorzi di bonifica, Comuni capofila, ecc.), attraverso il confronto ed il dibattito dei loro rappresentanti principali: i Sindaci.

Un modello che si può definire un risultato delle innovazioni introdotte dalla Legge 142/90, che affidava la possibilità alle Regioni di ridisegnare le circoscrizioni comunali e di introdurre le Unioni di Comuni, argomento poi ripreso a livello regionale nel Veneto con la LR n. 25/1992 che introduceva nuove norme in materia di variazioni provinciali e regionali, anche se molte delle innovazioni previste da tali strumenti legislativi, richiederanno un decennio per essere recepite e tra queste, l’avvio delle prime Unioni tra Comuni.

A questa prima fase di sperimentazione, sancita con l’approvazione della LR n. 16/93 e che potremmo definire più di tipo istituzionale, seguì un processo di maturazione territoriale che portò a riconoscere l’importanza del confronto con la componente privata-imprenditoriale del territorio di riferimento: nel 1995 nasce VeGAL proprio per favorire l’attuazione di una prima politica di sviluppo rurale e poi il Patto Territoriale, che si evolverà nel 2006 in Intesa Programmatica d’Area, nasce nel 2012 un Gruppo di Azione Costiera, ma si sperimentano molte iniziative di regia e partnership pubblico-privata o pubblico-pubblico (il Prastavo-Prusst, l’Osservatorio del paesaggio, AFVO-AFP, il Contratto di fiume, la Conferenza dei Sindaci della Costa veneta, le OGD, i Distretti del commercio e turistico, ecc.). Una serie di sperimentazioni e modelli che porta la Venezia Orientale all'avanguardia per la ricerca di nuove forme di governo del territorio su area vasta, oltre che oggetto di caso studio e visite di delegazioni istituzionali (tra cui la delegazione di membri dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico - OCSE - che ha scelto quale caso studio di governance locale di successo la Venezia Orientale e che è stata ospitata da VeGAL e dalla Conferenza dei Sindaci a Portogruaro il 25 giugno 2008).

Tale lunga sperimentazione ha posto il Veneto Orientale in una posizione agevolata anche nel biennio 2015-2016 (con la nascita del nuovo ente metropolitano il territorio dimostra la capacità di fare sintesi territoriale ed ottiene nel 2016 il riconoscimento di “zona omogenea” nello statuto del nuovo ente metropolitano) e prosegue nel periodo di programmazione in corso 2014/20, attraverso un’ampia gamma di soluzioni in fase di avvio:

  • PO FEAMP 2014/20: nell’ambito di tale programma l’area è interessata da una strategia di sviluppo locale coordinata dal Gruppo di Azione Costiera Veneziano sull’area costiera del Compartimento marittimo di Venezia;
  • CLLD FEASR 2014/20: VeGAL attuerà il PSL “Punti, Linee, Superfici nella Venezia Orientale”, a valere sulla misura 19 del FEASR 2014/20. Tale strategia interessa l’ambito di 16 Comuni, già ambito del PSL Leader 2007/13;
  • l’area è interessata dall’Intesa Programmatica d’Area (IPA) della Venezia Orientale, riconosciuta dalla Regione Veneto con DGR n. 3517/2007 nell’ambito della LR n. 35/2001, le cui strategie sono definite in un Documento Programmatico d’Area (DPA) attualmente in fase di approvazione per il periodo 2014/20. Scopo del Documento è la concertazione di progettualità strategiche a valere sui fondi SIE 2014/20. L’area di riferimento dell’IPA interessa l’ambito dei 22 Comuni di VeGAL;
  • PON Città Metropolitane: il Comune di Venezia ha predisposto un documento strategico, che rappresenta il progetto di sviluppo economico e sociale di lungo periodo di cui l’amministrazione è Organismo Intermedio di attuazione, con riferimento agli ambiti tematici: Agenda digitale, Mobilità sostenibile ed efficientamento energetico, servizi ed infrastrutture per l’Inclusione sociale. La dotazione assegnata dal PON per realizzare gli interventi strategici è di circa 40 M€;
  • l’Asse 6 “Sviluppo Urbano Sostenibile (SUS)” del POR FESR della Regione Veneto: assegna al Comune di Venezia, insieme ai Comuni di Marcon, Mirano, Quarto d'Altino, Salzano e Spinea, il compito di attuare una Strategia integrata di Sviluppo Urbano Sostenibile (SISUS). La strategia, che avrà una dotazione indicativa di 15 M€, dovrà essere volta a riconnettere e ricompattare il tessuto urbano tramite un insieme di poche azioni integrate, riguardanti tutti e tre gli Obiettivi Tematici (OT2, OT4 e OT9) individuati dall’Asse 6 del POR.

 

di Giancarlo Pegoraro

11 settembre 2016