Parco alimentare

Un percorso di valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità nel Veneto Orientale

Siamo tra Venezia e il Tagliamento, una terra tra fiumi, lagune e il mare Adriatico: l'area coltivata della città metropolitana di Venezia.

Qui nel 2004 prende forma l'idea di valorizzare le produzioni di qualità di questo territorio, chiamato Venezia orientale: l'ente di sviluppo VeGAL, l'Universita Ca' Foscari di Venezia e un ampio partenariato formato da enti locali e rappresentanze del settore primario, delineano quello che poi diverrà il primo "Parco alimentare" italiano.

Il modello viene messo a punto grazie ad un progetto di cooperazione con Friuli Venezia Giulia e Slovenia, in un alto Adriatico ricco di biodiversità e con un'ampia gamma di produzioni tipiche: con la collaborazione del Master in cultura del cibo e della prima cooperativa cerealicola dell'area (la Cooperativa Primo Maggio)  viene messo a punto e creato questo innovativo e tutt'ora unico Parco.

Il Parco alimentare si regge su una formula semplice: in questo territorio costituito da 22 Comuni, operano oltre 3.000 imprese agricole, delle quali un 10% circa coltiva e produce 70 prodotti di qualità - con marchi DOP, DOC, IGP, IGT e prodotti tradizionali - e biologici.

Tra i prodotti di qualità citiamo i vini DOC Lison Pramaggiore, Piave e Venezia e i vini DOCG Lison e Malanotte del Piave ed il Montasio DOP, oltre 50 prodotti tradizionali (così classificati ai sensi dell’art. 8 del D. Lgs. n. 173/1998), un certo numero di produzioni integrate nelle procedure di “Qualità Certificata” (ora “Qualità Verificata”) promosse dalla Regione Veneto e di produttori certificati per le produzioni “biologiche”.

Ampia la tipologia dei prodotti del Parco alimentare: Vini, Formaggi, Ortaggi, Frutta e frutta in guscio, Prodotti ittici, Bevande, Carni, Mieli, Panetteria – Prodotti da forno, Cereali e Alghe.

Da allora si sono susseguite moltissime attività ed è nato un grande interesse per valorizzare questo paniere di prodotti che spazia dai vini, all'ortofrutta, dai prodotti della pesca, ai formaggi, dalla carne ai prodotti trasformati: un paniere che copre tutte le stagioni dell’anno, formato da prodotti alcuni dei quali sono anche Presidi Slow Food.

Nascono eventi per la loro valorizzazione (la prima edizione di Terre dei Dogi in festa di Portogruaro è del 2005), si tutela il germoplasma di alcuni prodotti in campi di conservazione (il carciofo violetto di Sant'Erasmo nell'isola che lo coltiva, l'asparago selvatico verde amaro montine a Lio Piccolo e la raccolta del germoplasma/biotipi di cultivar di viti di Uve nere - Refosco dal P.R.,  Carmenere, Malbec, Turchetta e Recantina Pecolo Scuro – e di Uve bianche - Tai, Verduzzo Trevigiano e Grapariol), si diffondono i mercati agricoli nei comuni dell'area, aumentano gli agriturismi e le cantine visitabili, l'area viene premiata con due nuove e prestigiose DOCG (il Lison e Malanotte Piave), si riorganizza nella DOC Venezia ed acquisisce la consapevolezza della propensione alle coltivazioni biologiche e promuove tante altre iniziative frutto della collaborazione di produttori (i veri protagonisti del Parco), ristoratori ed istituzioni.

Altri prodotti nel frattempo vengono ri-scoperti (tra questi citiamo il radicchio e il fagiolo Verdon) e molte altre iniziative sono in corso, da ultimo l'avvio di un percorso per la valorizzazione delle produzioni biologiche attraverso un "biodistretto", che partendo dai vini potrebbe estendersi ad altri prodotti, inclusi quelli della pesca.

Un percorso che è stato stimolato da ultimo con una serie di iniziative formative: visite studio, approfondimenti sulle piccole produzioni locali, circoli di studio tra produttori e ristoratori.

Per il rafforzamento delle attività del Parco alimentare, nell’ambito del PSL “Punti Linee e Superfici” nel quadro del FEASR 2014/20, VeGAL ha previsto uno specifico progetto chiave “Parco Alimentare”, a seguito del grande interesse per valorizzare questo paniere di prodotti, valorizzare e promuovere il prodotto, specialmente attraverso strumenti innovativi (e-commerce, comunicazione orientata all’export, marketing territoriale integrato) e favorire la propensione a cooperare e aggregarsi in funzione dello sviluppo dell’innovazione.

In particolare il progetto prevede di coinvolgere le imprese in un percorso di ulteriore crescita verso la qualità dei prodotti e la diversificazione (vendita di servizi); sostenere la creazione di filiere corte che agevolino la commercializzazione diretta dei prodotti di qualità; favorire l’integrazione dei prodotti tipici con le strategie di valorizzazione turistica del territorio; rafforzare il sistema infrastrutturale a supporto dei prodotti locali.