Ambiente

La condivisione dell’amore per la natura, luoghi da custodire e da trasmettere alle future generazioni

La strategia Europa 2020 mira a fare dello spazio comunitario un luogo più intelligente, verde e solidale. In questa sfida le tematiche ambientali divengono centrali, tanto nelle enunciazioni, che nella quantificazione precisa degli obiettivi attesi. Un’”Europa più verde” significa infatti attendersi precisi risultati in tema di cambiamenti climatici e di sostenibilità energetica, puntando ad una riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permetteranno) rispetto al 1990, al 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili e ad un aumento del 20% dell'efficienza energetica.

In questo contesto ogni stato membro deve fare la sua parte e dare il proprio contributo a raggiungere gli ambiziosi obiettivi: una sifda che può essere colta se ogni territorio, in base alle proprie caratteristiche geomorfologiche, insediative e naturali, condivide la scelta e si impegna a livello locale per migliorare i propri standard ambientali. In questo senso la Venezia Orientale può apportare un importante contributo al raggiungimento di elevati standard qualitativi: da oltre vent’anni – anche grazie a numerosi interventi di riqualiificazione ambientale – l’area ha notevolmente investito in progetti finalizzati a valorizzare le risorse locali.

La Venezia orientale è infatti un territorio costiero di fiumi, lagune, aree SIC e ZPS, parchi, aree verdi e aree agricole, che di fatto costituisce un unicum nel territorio metropolitano, veneto, del nordest e nazionale e il cui impegno ha ottenuto importanti riconoscimenti, regionali, nazionali ed internazionali, quali – ad esempio – l’ottenimento collettivo e costante dal 2008 della Bandiera Blu in tutti i 5 Comuni costieri della Venezia orientale: un risultato che si costruisce negli anni e che si ottiene partendo dall’entroterra e da una cultura del governo dell’acqua e del territorio consolidata ed efficace.

Il territorio gode infatti di un ricco patrimonio ambientale, costituente una “rete ecologica”, che trova la sua struttura principale in vari siti della Rete Natura 2000, con una spiccata valenza acquea (aree litorali e costiere, aree umide e fluviali nell’entroterra e residui lembi di bosco planiziale): nell’area sono presenti importanti siti SIC - Siti di Importanza Comunitaria (ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di Cinto Maggiore, bosco Zacchi, laguna di Caorle, laguna del mort e pinete di Eraclea, bosco di Lison, ambito fluviale del Livenza), siti ZPS - Zone di protezione speciale (valle Vecchia - Zumelle - valli di Bibione, foce del Tagliamento, valli Zignago -Perera - Franchetti – Nova, ambiti fluviali del Reghena e del Lemene - cave di Cinto Caomaggiore, fiume Sile: Sile Morto e ansa a S. Michele Vecchio) e siti SIC/ZPS (bosco Zacchi, bosco di Lison, penisola del Cavallino: biotopi litoranei).

L’area gode inoltre della vicinanza del Parco Regionale del Fiume Sile (Parco che nell’area metropolitana di Venezia interessa il Comune di Quarto d’Altino, anche se l’asta del fiume prosegue oltre continuando il suo corso verso la foce nell’Adriatico, nei pressi del faro di Jesolo) e ospita il Parco regionale di interesse locale dei fiumi Reghena, Lemene e dei laghi di Cinto (istituito nel 2003 su un’area di 12,9 Kmq con valenze storico-culturali e di passaggi letterari legati alla figura di Ippolito Nievo come la Fontana di Venchieriedo, il Mulino di Stalis e il Cortino di Fratta).

Nell’area si estende inoltre un fitto mosaico di piccole aree di interesse naturalistico, ambiti agroforestali e zone umide, ambiti litoranei e lagunari, ambiti fluviali e marini e valli da pesca, oasi WWF e Centri di educazione naturalistica ed ambientale che rappresentano degli scrigni di biodiversità in quanto lembi residui dell’ambiente originario o piccoli tesori di naturalità inseriti nell’esteso paesaggio agrario della bonifica, oggetto di studio dell’Osservatorio del paesaggio della bonifica del Veneto Orientale.

All’interno di tali “biotopi” si trovano ambiti agroforestali e zone umide (prevalentemente nella zona settentrionale del territorio), ambiti litoranei e lagunari (prevalentemente alle estremità del litorale), ambiti fluviali (con andamento da nord a sud) e marini (le cosiddette “Tegnue”, affioramenti  rocciosi dai fondali antistanti al litorale di Caorle, dove dal 2004 vige il regime di tutela biologica). La separazione tra lagune e terraferma è segnata in molti casi dalla presenza di valli da pesca (sono 27 le valli tra le Lagune di Venezia e di Caorle), ambiti naturali di importante pregio ecologico e con un significativo peso storico-culturale e sociale.

L’area ospita inoltre un sito di particolare rilevanza: l’area di Vallevecchia di proprietà della Regione Veneto e gestita da Veneto Agricoltura, un sito costiero di circa 900 ettari, di recente bonifica ma di grande valenza ambientale oggetto di numerosi interventi di protezione, forestazione, realizzazione di siepi campestri e alberature lungo i percorsi e  riallagamento di alcune aree e di controllo dei percorsi veicolari per favorire un turismo a basso impatto ambientale.

Nell’area è presente inoltre l’unica Associazione forestale di pianura per la gestione sostenibile delle foreste planiziali e la loro valorizzazione turistico-ricreativa, didattica ed ecologica, l’Associazione Forestale del Veneto Orientale nata nel 2002 ed attualmente denominata Associazione Forestale di Pianura. L'Associazione comprende le proprietà boscate dei comuni  di Caorle, Concordia Sagittaria, Eraclea, Quarto d'Altino, S.Donà di Piave, San Michele al Tagliamento, San Stino di Livenza e Torre di Mosto, assestati in un Piano di gestione Forestale e costituiti per il 40% da fustaie mature - a testimonianza degli ultimi relitti dell’antica foresta della Serenissima - e per il 60% da recenti impianti localizzati in aree agrarie derivanti dagli antichi siti forestali ora riportati alla loro vocazione originaria. La superficie complessiva dei boschi ammonta a quasi 300 ettari, concentrati principalmente nel bosco Bandiziol-Prassaccon (Comune di San Stino di Livenza) che, con oltre 120 ha, si conferma fra le prime foreste planiziali per estensione della pianura Padana.

In tema di ambiente sono stati conseguiti significativi risultati mediante l’utilizzo di diversi strumenti e progetti: nel quadro del PSL “Dal Sile al Tagliamento” LEADER+ 2000-2006 sono stati realizzati itinerari, l’intervento di tutela delle tegnùe di Caorle, le analisi per un possibile parco della Laguna di Caorle e Bibione, confrontati i risultati ottenibili dagli strumenti Agenda 21 ed Emas (progetto “Linee verdi”), confrontate buone prassi internazionali sulla forestazione di pianura (progetto “Interwood”), sviluppati i primi progetti di itinerari (“GiraSile” lungo il territorio del parco regionale) e realizzato il “Parco del pescatore” a Caorle. Con il PAL “Innovazione rurale della Venezia Orientale” LEADER II 1994-1999 sono state realizzate campagne di sensibilizzazione ambientale, effettuata la ricomposizione paesaggistica dell’Ambito dei Pars, realizzata un’analisi idrogeologica, promosse le prime iniziative per la valorizzazione dei vini da uve biologiche, progetto che sta portando alla creazione di un “biodistretto”.

L’approccio alla tutela ambientale, che grazie a LEADER ha avuto un forte impulso, è stato poi trasferito anche ad altre politiche e programmi europei, in particolare grazie ai programmi PSR (in particolare per la forestazione, le siepi e il recupero del patrimonio rurale), Life (con particolare riferimento alla gestione dell’acqua in aree costiere a Vallevecchia) e Interreg (iniziative di sensibilizzazione, censimento delle specie, creazione di campi di conservazione e del Giardino mediterraneo di Porto Baseleghe).

 

di Giancarlo Pegoraro e Simonetta Calasso

12 ottobre 2016