Leader II

Premessa

Finanziato con i fondi dell'Unione Europea il Leader II è un programma di sviluppo territoriale rivolto alla aree rurali.

Il termine LEADER, un acronimo mutuato dal francese, sta infatti letteralmente a significare Liasions Entre Actions de Développement de l'Economie Rurale, ovvero collegamento tra azioni di sviluppo dell'economia rurale.

Premessa fondamentale per accedere al Programma Leader II era che il territorio si organizzasse in un GAL, un Gruppo di Azione Locale, ossia in una forma strutturata rappresentativa di un partenariato locale espressione degli operatori pubblici e privati. Il GAL Venezia Orientale è nato nel 1994 e si è strutturato in associazione nel gennaio 1995.

Il GAL è venuto così ad assumere una sua piena autonomia per esprimere i propri obiettivi in un Piano. Ecco allora il PAL, il Piano di Azione Locale, ossia un insieme di azioni volte allo sviluppo del territorio attraverso la valorizzazione del patrimonio di risorse umane, ambientali e culturali a disposizione.

Il PAL elaborato dal GAL Venezia Orientale, dal titolo Innovazione rurale della Venezia Orientale, è stato approvato dalla Regione Veneto nel 1997.

Per l'attuazione del Piano il GAL Venezia Orientale ha utilizzato il metodo LEADER ovvero del metodo "bottom-up" o "dal basso": ecco quindi la richiesta al territorio di presentare le proprie proposte progettuali che, dopo l'approvazione da parte del GAL, hanno preso il via.

L'iniziativa Leader II e lo sviluppo rurale

Il Programma Leader II è un'Iniziativa Comunitaria proposta dalla Commissione Europea e coordinata dalla Direzione generale dell'agricoltura.
Essa si attua a livello regionale sotto la responsabilità della Regione Veneto, ma dal punto vista operativo e strategico viene attuata da soggetti pubblico-privati denominati Gruppi di Azione Locale.
L'approccio introdotto dal Programma Leader si fonda essenzialmente su un'impostazione basata sulla condivisione delle decisioni tra i partner riuniti in seno ad un Gruppo di Azione Locale e, in senso più ampio, sul dialogo permanente con gli operatori locali e i potenziali beneficiari.
Il Programma Leader II è un programma di sostegno allo sviluppo rurale che privilegia interventi innovativi, dimostrativi e trasferibili, secondo un approccio che vede il coinvolgimento degli operatori pubblici e privati locali.

Complessivamente in Italia l'Iniziativa LEADER ha avuto una forte diffusione. Ecco alcuni numeri:

204 i Gruppi di Azione Locale creati in Italia
47 % di estensione sul territorio nazionale
18 % della popolazione italiana interessata dal Programma Leader II
1720 miliardi di Lire di contributo Leader

Anche nel Veneto la diffusione è stata molto forte:

13 i Gruppi di Azione Locale creati nel Veneto
282 Comuni coinvolti
51 % del territorio regionale interessato da GAL
24 % della popolazione regionale coinvolta
100 miliardi di Lire di contributo Leader


L'area di intervento

Il territorio ambito del Piano di Azione Locale è costituto da 13 comuni della provincia di Venezia rientranti nell'obiettivo 5b del periodo di programmazione 1994-1999.

L'area comprende complessivamente circa 100.000 abitanti e si estende su 675.11 Kmq interessando una parte del territorio come "Veneto Orientale", ossia il Portogruarese e parte del Sandonatese.

Nel dettaglio i comuni interessati dal Programma sono:
- Portogruarese:
Annone Veneto, Caorle, Cinto Caomaggiore, Concordia Sagittaria, Fossalta di Portogruaro, Gruaro, Portogruaro, Pramaggiore, Santo Stino di Livenza, Teglio Veneto
- Sandonatese:
Ceggia, Eraclea, Torre di Mosto

Si tratta di un'area con due spiccate peculiarità: una forte vocazione turistica sul litorale balneare e un entroterra in cui prevalgono l'agricoltura, la vitivinicoltura e un ambiente dagli spazi aperti poco antropizzati.


Il piano di azione locale

IL CONTESTO INIZIALE

Il Piano di Azione Locale trae origine da un percorso di responsabilizzazione avviato dai Comuni dell'area e che portò nel 1993 al riconoscimento (con LR n. 16/93) della Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale.
Si tratta di un percorso che maturò nelle istituzioni locali una forte spinta verso un decentramento decisionale e che trovò nell'Ente Locale il motore per avviare lo sviluppo dell'area.

In questo contesto nel 1994 prese avvio il GAL Venezia Orientale il cui Piano di Azione Locale costituisce forse il primo esempio concreto di Piano intersettoriale di area vasta attuato nel territorio e costituisce quindi la prima sfida che il Veneto Orientale si è trovata a superare, per verificare e dimostrare di essere in grado di programmare le proprie strategie e definire i propri obiettivi di sviluppo: l'approvazione del Piano di Azione Locale da parte della Regione Veneto nel 1997 segnò un forte impulso in tal senso.

Sullo stesso modello e molto agevolmente, grazie alle prassi di concertazione ormai consolidate nel territorio, sono partiti anche altri Piani di sviluppo: il Patto Territoriale, il Patto per l'Agricoltura, il Patto per il Lavoro, il Patto Sociale, il Piano di Riqualificazione Urbana e per lo Sviluppo Sostenibile del Territorio.

La sfida da percorrere per l'area è chiara. Il Veneto Orientale è un'area:
- di confine tra Veneto e Friuli Venezia Giulia;
- di cerniera tra la costa, con un forte sviluppo turistico balneare, e l'entroterra, con vocazione agricola e artigianale, ma con significative peculiarità storiche, artistiche e culturali;
- in cui il modello di sviluppo caratteristico del Veneto non ha ancora interessato questo territorio posto tra Venezia, Treviso e Pordenone, ricevendone comunque l'influsso e la compressione socio-economica;
- in cui l'imponente azione di bonifica dei suoli ha trasformato il paesaggio e determinato nuovi spazi, significativamente aperti e ancora intatti dal punto di vista ambientale.

Quindi un'area che vuole sperimentare e sperimentarsi, provando forme organizzative innovative quali il GAL Venezia Orientale, una struttura-rete, molto attiva, giovane, dinamica, snella, attenta al territorio, di cerniera tra gli Enti regionali e le amministrazioni comunali sempre più direttamente coinvolti nella gestione e il ruolo di coordinamento dell'Amministrazione provinciale.

IL PERCORSO DI FORMULAZIONE DEL PIANO

La formulazione del Piano di Azione Locale "Innovazione rurale della Venezia Orientale" è stata avviata ufficialmente nel settembre 1994, periodo in cui si costituì un primo gruppo di lavoro tra Enti Pubblici e Associazioni di categoria che il 5 ottobre 1994 presentò la prima stesura del Piano.

Il Piano, che riscontrò un ampio consenso tra gli operatori locali, indicava otto indirizzi di programmazione per l'area:
1. intervenire per una identificazione qualitativa dell'area;
2. promuovere il turismo rurale, culturale ed ambientale;
3. contribuire all'adeguamento delle imprese locali agli standard di qualità e di rispetto dell'ambiente;
4. qualificare e aggiornare le risorse umane locali;
5. istituire un servizio di consulenza per la creazione di nuove imprese;
6. valorizzare il settore vitivinicolo;
7. potenziare e migliorare le attività delle imprese del settore agro-alimentare;
8. integrare telematicamente la domanda e l'offerta di prodotti e servizi locali.

Il 31 gennaio 1995 veniva costituita l'Associazione Gruppo di Azione Locale Venezia Orientale, confermando sostanzialmente il Piano ideato nel 1994.

Nel 1995 e nel 1996 venne verificata la fattibilità degli interventi proposti nei Piani del 1994 e del 1995, alla luce delle esigenze territoriale e delle esperienze fatte da altri Gruppi di Azione Locale nell'ambito dell'Unione Europea.
Sono state quindi avviate indagini socioeconomiche sull'area e varie forme di sensibilizzazione della popolazione: convegni pubblici, comunicazione attraverso gli organi di informazione, realizzazione di fogli informativi, divulgazione attraverso la rete della compagine associativa, ecc.

L'attività è aumentata notevolmente nel 1996 e nel 1997: sono stati intensificati gli incontri tecnici settoriali e territoriali, è stata effettuata un'intensa attività di animazione territoriale volta a raccogliere le idee-progetto da parte degli operatori locali, pubblici e privati, sono stati organizzati convegni e proceduto ad un'integrazione tra i singoli soggetti locali.

Sempre nel corso del 1997 si è avuta l'approvazione del Piano di Azione Locale da parte dell'Assemblea dei Soci, nelle sedute del 28 marzo 1997, del 4 luglio 1997 e del 5 settembre 1997.

Il 1998 e il 1999 sono stati dedicati alla pubblicazione dei bandi di selezione dei progetti: la fase di selezione dei progetti si è poi conclusa nel settembre del 1999.

Gli anni 2000 e 2001 sono stati dedicati alla realizzazione delle attività previste nei progetti approvati e all'azione trasversale di assistenza tecnica da parte della struttura del GAL Venezia Orientale, in fase realizzativa dei progetti.

GLI OBIETTIVI DEL PIANO

Dobbiamo distinguere vari livelli di obiettivi che il Piano di Azione Locale "Innovazione rurale della Venezia Orientale" si è proposto di raggiungere nel periodo 1994- 2001.

A livello programmatico gli obiettivi consistono nel promuovere azioni innovative proposte da operatori locali, pubblici e privati, in tutti i settori dell'ambiente rurale, nel diffondere i risultati di queste esperienze e nel realizzare progetti in comune nel contesto di una politica globale di dinamizzazione dello sviluppo rurale.

A livello strategico gli obiettivi possono essere riassunti sotto un'unica accezione territoriale: qualificare gli Operatori locali dei diversi settori ed individualizzare l'area della Venezia Orientale all'esterno come un insieme unitario nel quale viene fornita una gamma diversificata, integrata e fruibile di beni e servizi (prodotti tipici, bellezze paesaggistiche, ambientali e culturali).

Gli obiettivi operativi del Piano agiscono invece su tre livelli:
-qualificare l'offerta locale;
-integrare turismo, artigianato e PMI;
-recuperare l'identità culturale locale.

Gli obiettivi di Piano sono relativi alle varie misure e sub-misure del Piano stesso. Essi sono relativi alla realizzazione integrata e sinergica di iniziative nei settori del turismo, dell'agricoltura, dell'artigianato-PMI e della tutela ambientale (Misura B, Sub-misure 3, 4, 5, e 6) attraverso azioni di animazione territoriale (Misura A e Misura B - Sub-misura 1), di formazione (Misura B - Sub-misura 2), di assistenza tecnica (Misura B - Sub-misura 1) e di cooperazione transnazionale (Misura C).

LA STRUTTURA DEL PIANO

Il Piano è articolato in una serie di misure, sub-misure, azioni, progetti, attività. All'ordine gerarchico dell'articolazione in misure, sub-misure, azioni e interventi corrisponde una logica di attuazione e di gestione:

- le misure sono gli 'stadi di applicazione' del programma: acquisizione delle competenze in ambito locale, realizzazione di interventi innovativi, cooperazione con altre realtà e diffusione dei risultati;
- le sub-misure individuano i 'settori di intervento': assistenza tecnica, formazione, turismo, artigianato, agricoltura, tutela ambientale;
- le azioni invece sono i 'contenitori' individuati dal GAL come risposta alle esigenze locali;
- i progetti sono i 'progetti esecutivi' che i beneficiari indirizzano al GAL per ottenere il contributo;
- le attività sono le singole 'iniziative realizzate dai beneficiari' all'interno dei progetti approvati.

In dettaglio il Piano di Azione Locale è così articolato:

Misura A - ACQUISIZIONE DI COMPETENZE
A1 - DIAGNOSI TERRITORIALE
A2 - ORGANIZZAZIONE DI SEMINARI

Misura B PROGRAMMI DI INNOVAZIONE RURALE
submisura 1
azione:
1 FUNZIONAMENTO DEL GAL
2/A LEADER II INFORMA - INTERVENTI DI SENSIBILIZZAZIONE
2/B LEADER II INFORMA - FORUM DELLO SVILUPPO
2/C LEADER II INFORMA - SEMINARI
3 SPORTELLO EUROPA
submisura 2
azione:
4 FORMAZIONE DEGLI AGENTI DI SVILUPPO
5 I VECCHI MESTIERI
6 FORMAZIONE SPECIALISTICA
7 FORMAZIONE PER IL TURISMO RURALE
8 NEO - IMPRENDITORI
submisura 3
azione:
9/A RECUPERO MANUFATTI SIMBOLO E ITINERARI
9/B INTERVENTI DI SEGNALETICA E ATTREZZATURE TURISTICHE
10/A COORDINAMENTO DELLE PRO LOCO
10/B UFFICI INFORMATIVI
10/C INFORMAZIONI TURISTICHE
submisura 4
azione:
11 STUDIO DI COMUNICAZIONE
12 SERVIZI AVANZATI
13 AIUTI AGLI INVESTIMENTI INNOVATIVI
submisura 5
azione:
15 INIZIATIVE PROMOZIONALI FIERISTICHE
16/A PROMOZIONE AGRICOLA - Iniziative promozionali
16/B PROMOZIONE AGRICOLA - Valorizzazione telematica
16/C PROMOZIONE AGRICOLA - Iniziative editoriali
16/E INDAGINE DEI PRODOTTI LOCALI
17 ANALISI PEDOLOGICA
18 FIUME VIVO
submisura 6
azione:
19 RECUPERO AMBIENTALE
20 RISPETTA L'AMBIENTE IN CUI VIVI
21 RACCOLTA DIFFERENZIATA CONTENITORI ESAUSTI DI FITOFARMACI
22 INIZIATIVE CULTURALI
23 INDAGINE IDROGEOLOGICA

Misura C COOPERAZIONE TRANSNAZIONALE
24 SCAMBI INTERNAZIONALI


PIANO FINANZIARIO DEL PAL

AZIONE TITOLO CONTRIBUTO LEADER / Lire
A1 DIAGNOSI TERRITORIALE 23.800.000
A2 ORGANIZZAZIONE DI SEMINARI 17.850.000
1 FUNZIONAMENTO DEL GAL 1 889.000.000
2/A LEADER II INFORMA - INTERVENTI DI SENSIBILIZZAZIONE 280.000.000
2/B LEADER II INFORMA - FORUM DELLO SVILUPPO 150.000.000
2/C LEADER II INFORMA - SEMINARI 88.666.667
3 SPORTELLO EUROPA 160.000.000
4 FORMAZIONE DEGLI AGENTI DI SVILUPPO 98.870.000
5 I VECCHI MESTIERI 210.000.000
6 FORMAZIONE SPECIALISTICA 80.000.000
7 FORMAZIONE PER IL TURISMO RURALE 142.756.000
8 NEO - IMPRENDITORI 200.000.000
9/A RECUPERO MANUFATTI SIMBOLO E ITINERARI 1.599.290.000
9/B INTERVENTI DI SEGNALETICA E ATTREZZATURE TURISTICHE 298.510.800
10/A COORDINAMENTO DELLE PRO LOCO 50.000.000
10/B UFFICI INFORMATIVI 100.800.000
10/C INFORMAZIONI TURISTICHE 387.100.000
11 STUDIO DI COMUNICAZIONE 65.100.000
12 SERVIZI AVANZATI 400.000.000
13 AIUTI AGLI INVESTIMENTI INNOVATIVI 300.000.000
15 INIZIATIVE PROMOZIONALI FIERISTICHE 120.000.000
16/A PROMOZIONE AGRICOLA - Iniziative promozionali 841.807.800
16/B PROMOZIONE AGRICOLA - Valorizzazione telematica 60.000.000
16/C PROMOZIONE AGRICOLA - Iniziative editoriali 54.684.000
16/E INDAGINE DEI PRODOTTI LOCALI 60.000.000
17 ANALISI PEDOLOGICA 150.000.000
18 FIUME VIVO 120.000.000
19 RECUPERO AMBIENTALE 1.260.000.000
20 RISPETTA L'AMBIENTE IN CUI VIVI 216.000.000
21 RACCOLTA DIFFERENZIATA CONTENITORI FITOF. 106.000.000
22 INIZIATIVE CULTURALI 327.500.000
23 INDAGINE IDROGEOLOGICA 144.000.000
24 SCAMBI INTERNAZIONALI 585.500.000
  COSTO TOTALE
9.587.235.267



I beneficiari selezionati

I potenziali beneficiari del Programma Leader II, distinti come visto nelle due tipologie "predeterminati" e "da selezionare con bando", erano i seguenti:

In seguito all'effettiva presentazione dei progetti da parte di tali Enti e alle successive fasi di superamento della selezione e realizzazione dei progetti i beneficiari sono raggruppabili in tipologie omogenee:

Si tratta complessivamente di n. 54 Enti di cui:
- 18 Enti pubblici (ossia un terzo del totale). Tra questi spiccano i Comuni (11 beneficiari);
- 36 Enti privati (ossia i due terzi del totale). Tra questi predominano le Aziende singole (22 beneficiarie) sulle strutture associative (14 beneficiari tra le associazioni, le pro loco, i consorzi e le associazioni di categoria).

Interessante anche il "peso" dei beneficiari. Dei 124 progetti realizzati, 78 (ossia il 63%) sono stati realizzati da soggetti privati, che hanno avuto a disposizione il 48% del budget Leader II complessivamente concesso dal GAL Venezia Orientale. Si tratta di un dato molto significativo, se si tiene conto che la partnership del GAL è costituita da un numero di operatori pubblici (19 su 29) molto più elevato di quello dei privati.

Sostanzialmente in equilibrio anche la compartecipazione complessiva del settore privato alla realizzazione del PAL: circa del 13% l'apporto dei privati contro un circa 16% messo a disposizione dagli altri Enti Pubblici beneficiari.

Un ultimo dato sul numero di progetti approvati per Ente, indice indiretto della dinamicità dell'Ente: 21 Enti hanno realizzato più di un progetto (11 di questi sono Enti pubblici). Tra questi si segnalano: l'ASCOM Servizi di Portogruaro e la Mostra dei Vini di Pramaggiore (con 9 progetti), il Consorzio delle Pro Loco del Veneto Orientale (con 8 progetti), il Comune di Portogruaro (con 7), il comune di Santo Stino di Livenza (con 6), l'AGFOL, il Comune di Caorle, la Cooperativa ALI, UNO Srl (con 5), ASVO, CIA, Comuni di Concordia Sagittaria e Pramaggiore (con 4) e lo IAL Veneto (con 3).


Tasso medio di contributo

Non va dimenticato ovviamente che il Programma Leader oltre che un'occasione di sviluppo rappresenta per molti operatori locali innanzitutto una forma di cofinanziamento.

Nel rispetto del principio che deve essere innanzitutto l'operatore locale che presenta il progetto, il primo a credere nell'idea di sviluppo prospettata e quindi ad investire in essa, mediamente il tasso di cofinanziamento garantito dal Programma Leader non si avvicina quasi mai al 100%, ad esclusione delle azioni "puramente informative-formative".

Nello schema che segue si riportano i tassi medi di contribuzione a fondo perduto erogato dal GAL Venezia Orientale a favore dei beneficiari selezionati. Si tratta dei tassi massimi applicabili e che talora sono stati ridotti in sede di approvazione del progetto o di rendicontazione finale a seguito dell'inammissibilità di alcune spese previste o sostenute.

Alcuni esempi di tassi di contribuzione:

100%

80%

70%

60%

50%


Considerazioni di sintesi

L'azione del GAL Venezia Orientale ha indubbiamente tracciato una nuova via di sviluppo per il territorio della Venezia Orientale.
Sicuramente il compito del GAL Venezia Orientale è stato quello di fare sintesi delle indicazioni emerse dal territorio, confermando l'approccio intersettoriale proprio del Programma Leader.
Leader ha infatti consentito di sperimentare un approccio finora sconosciuto nella nostra area, che infatti aveva potuto sperimentare esclusivamente politiche di sviluppo a forte contenuto settoriale (agricoltura, turismo, azioni in campo sociale, artigianato, ecc.).

Il miglioramento dei servizi resi all'utenza può essere letto su due livelli: dal punto di vista del rapporto diretto con l'utenza e da quello metodologico.

Dal punto di vista dell'utenza il servizio offerto dal GAL Venezia Orientale si contraddistingue per:

Molto più importanti sono invece i risultati dal punto di vista metodologico: dalla riflessione condotta, la "lezione Leader II" nell'area della Venezia Orientale ha impartito alcune "lezioni" vere e proprie. Vediamone alcune.

1. L'introduzione del concetto "territorio-progetto" che supera la nozione di "territorio-unità amministrativa". E' infatti il territorio la base che consente di strutturare l'intervento di qualsiasi strategia di sviluppo, in funzione di bisogni di sviluppo specifici.

2. l'identità locale: rafforzare il tessuto sociale garantendo una coerenza tra progetto di sviluppo e uno o più elementi forti dell'identità locale. L'identità di un territorio è l'insieme delle percezioni collettive che gli abitanti hanno del proprio passato, delle tradizioni, del patrimonio culturale, delle risorse materiali. Nel nostro territorio tale identità si è rilevata costituita da molteplici identità proprie di ogni gruppo sociale, di ogni luogo-paese. Molto difficile è quindi l'azione di aggregare progetti isolati, creando itinerari, cercando sinergie e collaborazioni, ecc. Un'importante azione in tal senso è stata condotta mediante lo Studio di comunicazione che ha individuato quattro poli forti su cui far convergere i flussi turistici.

3. l'animazione territoriale è un elemento fondamentale per prestare ascolto agli operatori locali, immedesimarsi nel loro ruolo e far esprimere con maggiore facilità il proprio punto di vista e le proprie aspettative. L'approccio bottom up è quindi un approccio che determina nel medio-lungo termine la stessa realizzabilità dei progetti. Il confronto dei diversi punti di vista, talvolta conflittuali, dei vari soggetti consente una lettura più complessa, più ricca e coerente del quadro di riferimento. Inoltre l'animazione territoriale consente di superare la posizione, tipica delle aree rurali che riflettono un'antica prudenza a garantire la propria sopravvivenza, che vede soprattutto porre indicazioni su ciò che "non si deve fare".

4. il coordinamento. Il successo o il fallimento di una strategia dipende dal modo in cui sono strutturati gli interessi e i rapporti tra i vari soggetti, dalla capacità di coordinare le priorità, di consultarsi sull'organizzazione delle risorse disponibili. Nel Programma Leader II il coordinamento viene garantito dalla partnership, in cui i vari soggetti affinano e ampliano le loro capacità di intervento. L'esigenza di un coordinamento è stata avvertita da tutti i partner (soci, beneficiari, attuatori, fruitori, ecc.), che sistematicamente hanno chiesto che il proprio progetto fosse inserito in un Piano più ampio, sia a livello territoriale che settoriale. L'abbiamo chiamata "la vittoria dei Piani sui progetti".

5. un territorio che apprende. Leader ha evidenziato la difficoltà di attuare politiche formative classiche su tutti i livelli (occupati, disoccupati, imprenditori), ma nello stesso tempo ha evidenziato come un Piano e la gestione di una partnership sia un'importante occasione formativa. La gestione di un Piano rappresenta quindi per gli operatori coinvolti (a livello di Soci partner del GAL o che entrano in contatto con l'approccio Leader e di Responsabile dei progetti) un innovativo strumento di formazione sul campo. Lo slogan che abbiamo coniato è "fare formazione senza accorgersene".

6. Leader è stata un'esperienza pilota. Il territorio del progetto Leader è ancora un banco di prova per una serie di cause:
- scarsità delle risorse messe a disposizione;
- l'approccio è stato si integrato, ma solo su alcuni settori dello sviluppo rurale (agricoltura, ambiente, artigianato, turismo, ecc.), mentre altri continuano a dipendere in larga misura da impostazioni di tipo settoriale decise a livello centrale (nazionale o regionale) come ad es. le infrastrutture, le politiche sociali, ecc.;
- la concertazione locale non sempre riesce a svolgere un'efficace azione di lobby a livello centrale;
- la durata del programma non consente di rilevare gli effetti a medio-lungo termine.
Questo sembra senza dubbio lo spazio più importante che dovrebbe continuare ad attuare un GAL nell'area.

7. Non solo Leader. L'azione intersettoriale e sovracomunale di un GAL deve necessariamente coordinarsi anche con i diversi strumenti di finanziamento a disposizione delle aree rurali. Garantire complementarietà tra i diversi Programmi (obiettivo 2, obiettivo 3, Piano di Sviluppo Rurale, Interreg, ecc.) non è cosa da poco conto, non solo per raggiungere gli obiettivi di sviluppo che l'area auspica, ma soprattutto per cogliere tutte le opportunità che sono messe a disposizione, dimostrando si saper intervenire su Piani diversi per obiettivi, autorità responsabili e tempi di attuazione.

8. Semplificazione. Si tratta di una frequente richiesta degli operatori locali: concentrarsi da un lato su meno progetti, dalle maggiori dimensioni e più "maturi". Si tratta tuttavia di una richiesta solo in apparenza condivisa: innanzitutto perché moltissimi progetti hanno adottato come strategia la massima disseminazione e il coinvolgimento di tanti partner, ma soprattutto perché molti progetti che hanno riscosso un buon successo sono maturati in corso d'opera, grazie ad una realizzazione coordinata con l'Ufficio di Piano del GAL. Quindi al concetto di "progetto maturo" e alla strategia di creare "parchi progetti" da cui attingere di volta in volta, si è individuata come valida alternativa lo sviluppo di "progetti aperti" dallo sviluppo preliminare poco definito. Insomma progetti preliminari, quasi degli studi di fattibilità, più che progetti esecutivi.

Insomma si può notare dalle considerazioni sopra esposte che stiamo aprendo il campo per una "valutazione del Piano. Ovviamente per effettuare tale valutazione occorre superare l'ottica dei singoli progetti realizzati: il Piano raccoglie infatti un aggregato di progetti molto eterogenei, sia dal punto di vista dei settori interessati (turismo, agricoltura, tutela ambientale, ecc.), sia dal punto di vista degli strumenti di intervento (aiuti agli imprese, ricerca, opere strutturali, formazione, assistenza tecnica, ecc.).

Ciascuno strumento e settore d'intervento presenta inoltre, dal punto di vista della valutazione, diverse problematiche e diversi approcci, ed impone un notevole sforzo di analisi al fine di valutare le diverse forme di impatto del Piano.

Lo strumento che qui offriamo è intanto quello "della conoscenza": in ogni caso infatti la valutazione parte ancora una volta dal basso, dalla conoscenza dei dati, delle singole cose realizzate. Dai "fatti" insomma.

Documenti scaricabili:

> Misura A - ACQUISIZIONE DI COMPETENZE (88 Kb)
> Misura B - PROGRAMMI DI INNOVAZIONE RURALE
(716 Kb)
> Misura C - COOPERAZIONE TRANSNAZIONALE
(78 Kb)

Ultimo aggiornamento: 28 luglio 2004