Trasformare i rifiuti in risorse, promuovendo comportamenti più consapevoli e sperimentando concretamente i principi dell’economia circolare. È stato questo il filo conduttore di AWASTER – Adopting WASTE as Resource, progetto finanziato dal Programma di Cooperazione Transfrontaliera Interreg Italia–Croazia, che ha visto partner italiani e croati lavorare insieme per sviluppare e sperimentare soluzioni per una gestione più sostenibile dei rifiuti e delle risorse.
Avviato nel 2024, AWASTER è stato guidato dall’Agenzia Regionale per l’Energia dell’Istria (IRENA), con l’Associazione Sunce di Spalato, VeGAL, SINLOC SPA di Padova, il Comune di Casarano e il GAL croato 5 come partner di progetto.
Scuole, comunità locali, istituzioni pubbliche e organizzazioni della società civile sono state coinvolte in un percorso che ha portato i principi dell’economia circolare fuori dalla dimensione teorica, traducendoli in esperienze concrete: pulizia delle coste e monitoraggio dei rifiuti, riciclaggio e riutilizzo, compostaggio e stampa 3D. Particolare attenzione è stata dedicata ai bambini e ai giovani. Workshop, EcoLab, attività creative ed esperimenti hanno permesso agli studenti di conoscere più da vicino il problema dei rifiuti e dell’inquinamento da plastica, comprendere l’importanza del riciclaggio e della riduzione degli sprechi e riflettere sul contributo che ciascuno può dare alla tutela dell’Adriatico.
In Istria, IRENA ha coinvolto 198 bambini e studenti di sette scuole nel programma “AWASTER – Meno Rifiuti, Più Successo”, con attività dedicate alla gestione e al riciclaggio dei rifiuti. A Spalato, l’Associazione Sunce ha organizzato workshop nelle scuole primarie, mentre il Comune di Casarano ha coinvolto oltre 200 studenti in laboratori didattici e il GAL 5 ne ha coinvolti 61 in attività dedicate alla prevenzione dei rifiuti, al riutilizzo e al riciclaggio.
VeGAL, nel proprio territorio, ha coinvolto le scuole con un programma che ha integrato lezioni, esperimenti scientifici, laboratori creativi e spettacoli teatrali. Oltre 250 studenti e insegnanti hanno partecipato agli spettacoli interattivi “Alice oltre lo spreco” ed “Ecoché”, dedicati alla prevenzione dei rifiuti e al consumo responsabile. Con il programma RESET, rivolto alle scuole secondarie dell’area di Portogruaro, circa 130 studenti di sei classi hanno partecipato a workshop e attività STEM sui temi dell’impronta ecologica, delle risorse disponibili e dell’Earth Overshoot Day. La successiva fase RESET LABORATORY ha coinvolto circa 180 studenti in attività pratiche di riciclo della plastica post-consumo, dalla selezione e triturazione fino alla sua trasformazione in nuovi prodotti.
Le esperienze realizzate sono state raccolte nel manuale RESET, tradotto e stampato per favorire la replicabilità del programma, mentre l’EcoLab utilizzato per le attività rimane a disposizione delle scuole e delle associazioni del territorio. Una parte importante del progetto si è svolta all’aperto, attraverso iniziative di pulizia delle coste e di altre aree che hanno permesso a studenti e volontari di affiancare alla raccolta dei rifiuti attività di identificazione, separazione e registrazione dei materiali rinvenuti.
VeGAL ha organizzato quattro iniziative di pulizia delle spiagge a Bibione, Caorle e Jesolo, combinando raccolta, monitoraggio e citizen science. In una delle azioni sono stati raccolti circa 170 kg di rifiuti, mentre in un’altra sono stati registrati circa 2.600 singoli oggetti. Analoghe iniziative sono state realizzate dagli altri partner in Croazia e in Puglia, coinvolgendo studenti e volontari in attività di raccolta, differenziazione e monitoraggio dei rifiuti in Istria, a Spalato, a Curzola e nel territorio di Casarano. Esperienze che hanno portato sul campo uno dei messaggi centrali di AWASTER: la tutela dell’ambiente non è soltanto un tema da affrontare in aula, ma un impegno al quale ciascuno può contribuire concretamente nella propria comunità.
Il progetto ha inoltre sperimentato l’applicazione Waste Footprint, uno strumento educativo che consente agli studenti di conoscere e monitorare i rifiuti attraverso la registrazione dei materiali raccolti. Testata dai partner (IRENA e il Comune di Casarano) nell’ambito delle attività con le scuole, l’applicazione ha evidenziato buone potenzialità educative e possibili margini di ulteriore sviluppo. AWASTER ha cercato di creare un collegamento tra ciò che gli studenti imparavano a scuola e la vita quotidiana delle loro famiglie. Mostre, laboratori, dimostrazioni e attività creative sono diventati così occasioni per coinvolgere non soltanto i ragazzi, ma anche genitori e comunità locali. A Portogruaro gli studenti hanno partecipato a una campagna di pulizia in Vallevecchia e successivamente a laboratori di approfondimento sul tema dei rifiuti. Il percorso si è concluso con un evento, organizzato verso la fine dell’anno scolastico, durante il quale i ragazzi hanno condiviso con i genitori quanto appreso e sperimentato.
Negli altri territori coinvolti, studenti, insegnanti e famiglie hanno partecipato a laboratori e attività creative dedicate al riutilizzo dei materiali, dalla plastica riciclata ai rifiuti marini e tessili, sperimentando concretamente i principi dell’economia circolare. Tra i risultati più concreti di AWASTER vi è la creazione e l’utilizzo degli EcoLab, che hanno permesso agli studenti di sperimentare direttamente i processi di riciclaggio attraverso materiali e tecnologie reali.
Nel territorio di VeGAL, attraverso il programma RESET, circa 180 studenti sono stati coinvolti in attività dedicate al riciclaggio della plastica HDPE, seguendo le diverse fasi del processo: dalla selezione e pulizia alla triturazione e alla successiva lavorazione per ottenere nuovi prodotti. EcoLab e attività analoghe sono stati realizzati anche negli altri territori coinvolti dal progetto, dove gli studenti hanno sperimentato il riciclaggio della plastica, la stampa 3D, il compostaggio e il riutilizzo dei materiali.
Dopo due anni di attività, AWASTER lascia nei territori coinvolti attrezzature e strumenti, ma soprattutto conoscenze, competenze ed esperienze maturate attraverso il coinvolgimento diretto di studenti, scuole e comunità locali. La cooperazione tra Italia e Croazia ha permesso ai partner di condividere esperienze e sperimentare approcci diversi, mostrando concretamente come materiali destinati a diventare rifiuti possano essere recuperati e trasformati in nuove risorse. Un percorso che, attraverso attività nelle scuole e sul territorio, ha contribuito a diffondere i principi dell’economia circolare e una maggiore consapevolezza sul valore delle risorse e sulla necessità di ridurre i rifiuti.



