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Progetto sperimentale di reti biodegradabili per le cozze

È stato presentato mercoledì 20 marzo 2019 a Scardovari di Porto Tolle (Rovigo),  il Progetto Dory relativo alla sperimentazione di materiali innovativi biodegradabili per la mitilicultura. Guidato dalla Regione Veneto, il progetto vede operatore responsabile la cooperativa Fra Pescatori dell’Adriatico che ha vinto la gara aperta sul tema. Si tratta di un’azione regionale che rientra nell’ambito del più ampio progetto Interreg Italia-Croazia. Presenti un centinaio di persone tra operatori del settore ittico croato e rappresentanti delle Regioni Veneto, Marche, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna. 

La sperimentazione, del valore di 70mila euro, ha preso il via a novembre dello scorso anno e ha lo scopo di mettere in atto azioni pilota per un’acquacultura sostenibile con l’obiettivo futuro di limitare la presenza di rifiuti in mare derivanti dall’attività di molluschicultura.

Nel dettaglio, il progetto promuove l’utilizzo di calze (reti), per le cozze, denominate “Bio-net” composte da materiali organici, che raggiungono indici di biodegradazione in tempi relativamente brevi, adatti alla realizzazione di attrezzi da pesca con alto rischio di dispersione in mare. I test sono in corso presso un impianto biologico, al largo di Scardovari, composto da mille reste di cozze. 

Soddisfatto dell’iniziativa anche il presidente del FLAG Veneziano, Antonio Gottardo: «il settore da tempo si sta indirizzando verso sistemi e attrezzature di pesca sostenibili. I pescatori sono sentinelle del mare sensibili ai temi ambientali. Il materiale purtroppo costa tre volte tanto rispetto a quello abitualmente utilizzato dunque è utile e necessario che le linee di finanziamento comunitario e di sostegno al settore incentivino attraverso progetti mirati queste tipologia di attrezzature».